lunedì 2 novembre 2020

AUTOSTIMA: ERRORI COMUNI

aumentare l'autostima
L'autostima indica la valutazione della persona circa se stessa. Comprende la profonda consapevolezza del proprio valore, la fiducia nelle proprie capacità, la soddisfazione di sé.

Ecco 5 errori comuni che ostacolano il miglioramento dell’autostima

Paragonarsi agli altri. Stabilire il proprio valore attraverso il paragone con gli altri non tiene conto dell’unicità di ogni persona e di tutte le variabili che entrano in gioco. Scelte, sentimenti, esperienze, opportunità, passioni sono del tutto individuali. Confrontati con gli altri per trovare un’occasione di riflessione ed eventualmente di miglioramento, ma non minimizzare i tuoi personali traguardi.

Criticare gli altri. Biasimare le altre persone, puntualizzare gli sbagli commessi o i loro punti deboli, sminuirli non cambia l’atteggiamento verso se stesso. Presta attenzione ai tuoi punti di forza, rispetta la tua unicità.

Dare troppa importanza al giudizio degli altri. Ricercare continuamente l’approvazione, voler soddisfare sempre le aspettative altrui, cercare di piacere a tutti, preoccuparsi eccessivamente dell’opinione delle persone determina il rischio di sperimentare ansia eccessiva,  di limitare la propria individualità. Prendi liberamente le tue scelte, valorizza te stesso.

Giudicare troppo severamente e rigidamente se stessi. Il desiderio di voler essere perfetti mina lo sviluppo dell’autostima. Ricorda che gli sbagli rappresentano delle importanti occasioni di crescita e di apprendimento, rifletti sui tuoi errori per evitare di ripetere lo stesso comportamento in futuro, per agire in modo più costruttivo e dunque migliorare.

Evitamento. Non esporsi mai, eludere il confronto, sottrarsi a possibili insuccessi, alla disapprovazione, al rifiuto può proteggere al momento da emozioni negative ma di sicuro non ti consente di accrescere le proprie potenzialità. Trova occasioni di gratificazione e piacere.




mercoledì 8 luglio 2020

DISTURBO DA ANSIA DI MALATTIA

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Il disturbo da ansia di malattia è caratterizzato dalla preoccupazione di avere o di contrarre una grave malattia. 

I sintomi somatici sono assenti o se presenti sono di lieve intensità. Se è presente una condizione medica o se vi è il rischio di svilupparla la preoccupazione è eccessiva e sproporzionata. 

La persona presenta un elevato livello di ansia riguardante la propria salute e mette in atto eccessivi comportamenti correlati ad essa, ad esempio controlla ripetutamente il proprio corpo cercando segni di malattia, effettua visite mediche ed esami diagnostici ripetutamente, realizza continue ricerche sulla malattia che ritiene di avere, cerca continue rassicurazioni da parte di medici, ma anche da parte di familiari ed amici. In alcuni casi l’ansia per la propria salute porta ad un evitamento disadattivo, per cui la persona evita i controlli medici, ma anche situazioni e attività che ritiene possano minare il proprio stato di salute come una visita a familiari malati o l’esercizio fisico. 

disturbo da ansia di malattia
Il controllo medico non individua una condizione medica che giustifichi le preoccupazioni presenti, oppure se è presente una condizione medica l’ansia relativa al proprio stato di salute è sproporzionata rispetto alla gravità della condizione presente. Le rassicurazioni del medico, l’esito negativo degli esami diagnostici, o un decorso benigno della malattia non attenuano la preoccupazione per il proprio stato di salute.

La preoccupazione di avere o di contrarre una grave malattia diventa un elemento centrale dell’identità e dell’immagine di sé, un argomento abituale di conversazione, una reazione caratteristica agli eventi di vita stressanti, un fattore che influenza le attività quotidiane. Il disturbo da ansia di malattia, dunque, può danneggiare le relazioni interpersonali, i rapporti familiari, le prestazioni professionali, la qualità della propria vita.

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Fattori che possono incrementare il rischio di sviluppare questo disturbo sono un forte stress o una minaccia per la vita dell’individuo, uno stato reale di malattia vissuto in prima persona o da familiari, una storia di abuso o di grave malattia durante l’infanzia, sentirsi particolarmente vulnerabili e predisposti alle malattie, il pensiero che godere di buona salute significhi essere privi di sintomi fisici o di sensazioni insolite.


La psicoterapia cognitivo comportamentale per il disturbo da ansia di malattia  si pone l’obiettivo di favorire l’apprendimento di modalità di pensiero e di comportamento più funzionali, di interrompere i processi di mantenimento (come i controlli e le richieste di rassicurazione) relativi all’eccessiva preoccupazione per la salute, di costruire delle credenze alternative alla visione di se stessi come fragili e vulnerabili alle malattie.
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COME SUPERARE IL DISTURBO DA ANSIA DI MALATTIA

Non cercare continuamente informazioni sul web e non fare diagnosi sulla base di ciò che leggi in internet, su enciclopedie o riviste varie per non aumentare il livello di ansia;

Non consultare troppi medici, scegli un medico di riferimento con il quale costruire un rapporto di fiducia. Non tempestarlo di telefonate e non fare visite continue;

Non chiedere continuamente rassicurazioni. Le tue preoccupazioni possono influire negativamente sul rapporto con gli altri, evita di parlare continuamente delle tue preoccupazioni;

Presta attenzione ai tuoi pensieri negativi e verifica i fondamenti delle tue paure;

Scopri quali sono i fattori stressanti che possono alimentare la tua preoccupazione;

Impegnati in qualcosa che ti piace, sviluppa la tua creatività.


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COME AIUTARE UN FAMILIARE CON DISTURBO DA ANSIA DI MALATTIA

Incoraggia la persona a te cara ad intraprendere un percorso di psicoterapia. Puoi aiutarlo nella ricerca e nella selezione del professionista, puoi offrirti di accompagnarlo al primo incontro, puoi aiutarlo a superare la resistenza a chiedere un aiuto professionale.

Informati. Conoscere il problema può aiutarti a comprendere meglio il vissuto del tuo familiare. Consulta uno psicoterapeuta per ricevere indicazioni sulle modalità di gestione adeguate.

Sii paziente e fa capire alla persona a te cara che può contare sulla tua presenza. Mostra empatia e non giudicare, nessuno sceglie di avere una preoccupazione così eccessiva per il proprio stato di salute.

Evita le continue rassicurazioni. Le rassicurazioni possono dare un sollievo immediato ma non eliminano le preoccupazioni del tuo caro. Stabilisci di essere disposto ad ascoltarlo solo in alcuni momenti e per un certo tempo. Non replicare continuamente con varie argomentazioni ai suoi dubbi. Non fissare ripetuti appuntamenti dal medico, non rinunciare a situazioni o attività che per il tuo familiare sono fonte di preoccupazione per la salute. 

lunedì 18 maggio 2020

IL DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS


Il disturbo post traumatico da stress  si manifesta in conseguenza all’esposizione ad un evento stressante e traumatico che la persona ha vissuto, o a cui ha assistito, che ha implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri. 

Eventi come aggressioni personali, violenze, disastri, guerre, rapimenti, torture, incidenti, malattie gravi, catastrofi naturali. 

Può presentarsi anche in seguito al venire a conoscenza della morte violenta o inaspettata, di grave danno o minaccia di morte o lesioni sopportate da un membro della famiglia o da altra persona con cui è in stretta relazione. 

La risposta della persona all’evento comporta paura intensa, senso di impotenza, orrore.


SINTOMI

Rivivere l’evento traumatico (ricordi ricorrenti, involontari dell’evento traumatico; ricorrenti sogni spiacevoli in cui il contenuto e  le emozioni del sogno sono collegati all’evento traumatico; flashback in cui la persona sente o agisce come se l’evento traumatico si stesse ripresentando; intensa sofferenza psicologica all’esposizione a fattori somiglianti ad aspetti dell’evento traumatico).

Evitamento persistente degli stimoli associati all’evento traumatico (evitamento o tentativi di evitare ricordi, pensieri, sentimenti associati all’evento traumatico; evitamento o tentativi di evitare attività, situazioni, persone, luoghi, che suscitano ricordi associati all’evento traumatico).

Alterazioni negative di pensieri ed emozioni associati all’evento traumatico (incapacità di ricordare qualche aspetto importante dell’evento traumatico; persistenti convinzioni o aspettative negative circa se stessi, ad altri o al mondo, persistenti convinzioni negative circa la causa e le conseguenze dell’evento traumatico, persistente stato emotivo negativo; riduzione dell’interesse o della partecipazione ad attività precedentemente piacevoli; sentimenti di distacco o di estraneità nei confronti delle altre persone; marcata riduzione della capacità di provare emozioni positive).

Alterazioni della reattività (difficoltà relative al sonno; ipervigilanza e forti risposte di allarme; problemi di concentrazione; irritabilità, esplosioni di rabbia, comportamento spericolato).

TRATTAMENTO

La terapia cognitivo comportamentale è risultata essere molto efficace per il trattamento del disturbo post traumatico da stress con l’obiettivo di consentire l'elaborazione del trauma ed il miglioramento dei sintomi d’ansia. La persona è aiutata ad identificare e controllare le emozioni, i pensieri e le convinzioni negative, a riconoscere gli errori logici delle proprie convinzioni, ad individuare le alternative di pensiero e di comportamento più funzionali e vantaggiose in relazione all’evento traumatico vissuto.

Una tecnica di alta efficacia nell’elaborazione del trauma è inoltre l'EMDR (eye movement desensitisation and reprocessing), la desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari.


SUPERARE IL DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS

Rivolgiti tempestivamente ad uno psicoterapeuta

Prenditi cura del corpo e della mente, sviluppa sane abitudini (corretta alimentazione, qualità del sonno, esercizio fisico, rilassamento, adeguata cura dell’ aspetto fisico)


Condividi i tuoi stati d’animo ed i tuoi pensieri con le persone a te care