mercoledì 27 settembre 2017

LA GESTIONE DELLA RABBIA

Gestire la rabbia
Cos’è la rabbia?
La rabbia è una emozione piuttosto comune, una reazione tipica alla frustrazione, alle provocazioni, al non sentire soddisfatti i propri bisogni e desideri, al sentire violati i propri diritti, al sentire minacciata la propria autostima.

Le reazioni fisiche legate alla rabbia sono aumento della frequenza cardiaca, contrazione dei muscoli, tremori, tensione muscolare, aumento della respirazione, sudore, vampate di caldo, alterazione del tono della voce.

La rabbia può esprimersi attraverso vari comportamenti, alcuni violenti ed aggressivi come attaccare fisicamente e verbalmente l’altro (liti, minacce, offese), altri indiretti come mancata collaborazione, ritardi, dimenticanze. Può accadere di sfogare la rabbia verso persone (ma anche oggetti o animali) che non hanno nulla a che vedere con le cause originali della rabbia stessa.  Quest’ultima, inoltre, può portare a sviluppare un’attenzione eccessiva verso segnali del ripetersi dell’offesa o ad interpretare erroneamente come malvagie alcune azioni.

Alcuni tendono a pensare ripetutamente all’accaduto mantenendo sempre attiva l’emozione, altri invece non vogliono più pensare alla situazione che ha causato la rabbia ed alla propria reazione.

La rabbia inespressa, ovvero non riconosciuta ed espressa adeguatamente, può portare danni alla propria salute emotiva e fisica, con conseguenze quali depressione, autolesionismo, chiusura in se stessi, ansia, insonnia, abuso di alcol e droghe, disturbi del comportamento alimentare, senso di inferiorità, difficoltà nelle relazioni personali, comportamenti violenti, e ancora ulcere, gastrite, colite, pressione alta.




Come gestirla?
Imparare a gestire la rabbia
Non arrabbiarsi mai non è possibile, si può provare rabbia senza però perdere il controllo. Gestire la rabbia in maniera appropriata e costruttiva, esprimerla in modo sano e più responsabile e sviluppare delle abitudini che consentano di sentirsi meno rabbiosi è un obiettivo adeguato.


ALCUNI SUGGERIMENTI

Sviluppa la consapevolezza. Impara a riconoscere la tua rabbia, come si manifesta, in quali circostanze, quali fattori la innescano, presta attenzione ai pensieri che attraversano la tua mente quando sei arrabbiato, rifletti sulle varie possibili modalità di reazione.

Cerca la soluzione al problema che ha generato la rabbia. Definisci in modo chiaro il problema e prova a trovare una soluzione a ciò che ti fa arrabbiare.

Prenditi una pausa. Quando la rabbia sta emergendo, aspetta alcuni istanti prima di dire o fare qualsiasi cosa, respira profondamente, chiudi gli occhi ed immagina te stesso in un luogo piacevole, valuta se la situazione è realmente così negativa, prova a capire cosa sta succedendo e se è possibile trovare una soluzione senza degenerare. Non focalizzarti su chi ha ragione e chi torto, prova a trovare la soluzione al problema. Allontanati dalla situazione o dalla persona che ha innescato la rabbia se senti di aver bisogno di più tempo per ritrovare uno stato di distensione. Rimandare la discussione ad un secondo momento, consentirà di concentrarsi sulle possibili soluzioni al problema.

Impara a comunicare efficacemente e ad essere assertivo. Manifesta le tue esigenze e le tue opinioni, fai valere i tuoi diritti senza prevaricare gli altri. Comunica in modo chiaro ed onesto alla persona che ha generato la tua rabbia le tue motivazioni ed i tuoi bisogni, spiega come ti sei sentito, cosa ti ha fatto arrabbiare. Non accusare, non offendere, non ferire l’altro ciò aumenta solo la tensione presente e può compromettere le relazioni, esprimi invece il tuo disagio, parla in prima persona.

Cerca di capire il punto di vista dell’altro. Metti in discussione i tuoi giudizi sugli altri, le motivazioni e le intenzioni delle persone rispetto ad un comportamento o a delle espressioni verbali, impara a non supporre ma a chiedere, prova ad essere obiettivo.
Gestire la rabbia
Sviluppa un atteggiamento flessibile e tollerante. Considera che sia tu che l’altro potreste avere torto o ragione, rispetta il fatto che l’altro potrebbe essere in disaccordo con te, ricorda che le persone si comportano come vogliono, non come tu vuoi che si comportino.

Non rimuginare. Presta attenzione a ciò che tendi a dire a te stesso, abbandona i pensieri negativi e sviluppane di costruttivi.

Parla con un amico. Spiega l’accaduto ad una persona di tua fiducia, condividi le tue preoccupazioni, ascolta un punto di vista diverso.

Impara a rilassarti. Svolgi attività rilassanti ed impara una tecnica di rilassamento in modo da raggiungere volontariamente uno stato di rilassamento psicofisico da contrapporre allo stato di tensione.

Gestire la rabbiaPratica uno sport in modo regolare. L’esercizio fisico aiuta a diminuire lo stato di tensione, a gestire lo stress, ad aumentare la fiducia in se stessi, e ad affrontare con maggiore serenità e padronanza le situazioni complicate.

Prenditi cura di stesso. Sviluppare in generale uno stile di vita sano (dieta equilibrata, esercizio fisico, sonno regolare, rilassamento) consente di raggiungere uno stato di benessere psicofisico fondamentale per ridurre lo stress, per non cedere facilmente alla rabbia, per essere più sereni e tolleranti.

Accetta te stesso e sviluppa l’autostima questo ti consentirà di non sentirti minacciato o sminuito nel tuo valore.

mercoledì 28 giugno 2017

L'ASSERTIVITA'


comunicazione assertiva

L'assertività è una caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni ed opinioni senza prevaricare gli altri.

L’assertività permette di:
-        esprimere con franchezza i propri sentimenti e le proprie emozioni;
-     manifestare serenamente le proprie idee se pur in contrasto con quelle dell’interlocutore;
-     rendere esplicite le proprie necessità;
-     esprimere al meglio le proprie capacità,
-     manifestare pienamente se stessi;
-     avere un comportamento partecipe ed attivo;
-     avere un atteggiamento di piena fiducia in sé e negli altri;
-     affermare i propri diritti nel rispetto di quelli altrui,
-     avere un atteggiamento non giudicante e senza pregiudizi;
-     avere un confronto sereno e produttivo con le persone;
-     stabilire relazioni interpersonali autentiche.

comunicare beneIl comportamento assertivo rappresenta il giusto equilibrio tra uno stile di comportamento passivo ed uno stile di comportamento aggressivo.

Il comportamento aggressivo è caratterizzato dalla tendenza ad anteporre i propri bisogni a quelli altrui, a considerare le proprie necessità ed emozioni più importanti rispetto a quelle degli altri, a sopraffare e non rispettare le persone. Questo stile di comportamento può inizialmente dare alla persona una sensazione di potere e controllo, ma porta facilmente al conflitto e all’isolamento; le relazioni, infatti, saranno caratterizzate da sfiducia, disagio, tensione e diffidenza reciproca.

La persona passiva, al contrario, antepone i bisogni degli altri ai propri, non riesce ad esprimere le proprie necessità, stati d’animo ed opinioni, ha difficoltà nel rifiutare le richieste altrui, evita di prendere iniziative, non riesce ad appagare i propri desideri. Tutto ciò porta ad insoddisfazione di se stessi e del rapporto con gli altri, rabbia, frustrazione, sensazioni di sfruttamento, riduzione dell’autostima e, anche in questo caso, ad instaurare relazioni insoddisfacenti.

Il comportamento assertivo si basa sul diritto di essere trattati con rispetto; di esprimere se stessi, il proprio punto di vista circa una situazione ed i propri sentimenti; di fissare i propri obiettivi; di rifiutare una richiesta; di esprimere i propri bisogni; di commettere degli errori; di giudicare il proprio comportamento, senza avere bisogno dell’approvazione o delle critiche altrui; di cambiare la propria opinione.


Lo stile assertivo comporta così vari vantaggi consentendo di sentirsi soddisfatti, di essere se stessi, di realizzare i propri desideri, di instaurare relazioni sociali appaganti e durature, di gestire i conflitti.

comunicazione assertiva


COME DIVENTARE ASSERTIVI

L’assertività è una capacità che può essere migliorata. Il training assertivo consente, attraverso strategie cognitive, comportamentali ed affettive, di sviluppare tale caratteristica ed imparare a stare meglio con se stessi e con gli altri.

Alcuni suggerimenti:

  • Presta attenzione alle tue emozioni ed ai tuoi sentimenti, allenati a distinguerle e impara ad esprimerle liberamente;

  • Impara ad individuare i tuoi desideri ed i tuoi bisogni;

  • Impara a valorizzare i tuoi aspetti positivi, ad apprezzare te stesso, sviluppa la fiducia nelle tue potenzialità e capacità;

  • Definisci degli obiettivi chiari e realizzabili, persegui i tuoi interessi;

  • Esprimi il tuo punto di vista se pur diverso da quello degli altri;

  • Ascolta le persone, abbi fiducia nella loro capacità di avere un ruolo positivo e costruttivo nella relazione, impara ad apprezzarli;

  • Rispetta gli altri, sviluppa un atteggiamento di parità, accantona i pregiudizi, non giudicare;

  • Riconosci agli altri il diritto di essere se stessi, di perseguire i loro obiettivi, di realizzare i loro progetti;

  • Impara a dire di no, a rifiutare le richieste senza sentirti in colpa;

  • Impara ad ammettere i tuoi errori in modo da poter migliorare, e reagisci in maniera costruttiva alle critiche;

  • Accetta i complimenti, senza negare o minimizzare;

  • Impara a confrontarti con le persone, chiedi spiegazioni e chiarimenti;

  • Impara a fare critiche costruttive, evita atteggiamenti di disapprovazione verso l’altro, rivolgi la critica al comportamento e non alla persona così da non mettere in discussione il valore dell’altro.

venerdì 21 aprile 2017

COME AIUTARE CHI SOFFRE DI DEPRESSIONE

sostenere chi soffre di depressione

Il sostegno delle persone care svolge un ruolo fondamentale per la persona che vive un disagio psicologico. 

La patologia di una persona amata, del resto, ha un forte impatto su familiari ed amici che spesso sperimentano frustrazione, isolamento, sensazioni di impotenza, disorientamento, rassegnazione, inadeguatezza, colpa, sfiancamento.

Di seguito alcuni suggerimenti utili per essere accanto al tuo caro.

Informati. Un’adeguata conoscenza della depressione, dei sintomi più comuni, dei trattamenti possibili può aiutarti a comprendere meglio il vissuto della persona amata, a favorire la vostra comunicazione, ad aumentare la vostra sensazione di vicinanza emotiva. Ricorda che la tristezza è un normale stato d’animo, di breve durata e che non compromette lo svolgimento della vita della persona, mentre la depressione vera e propria è un disturbo psichico caratterizzato oltre che da una severa tristezza anche da perdita di energie, di interesse per le varie attività, da sentimenti di impotenza, inutilità, colpa e deve essere trattata da specialisti. Ricorda, inoltre, che sebbene una stessa malattia presenti caratteristiche comuni tra chi ne soffre, il modo di reagire e la sofferenza provata ha sempre una natura soggettiva.

Incoraggia il tuo familiare o amico a rivolgersi ad uno specialista per trovare un adeguato aiuto professionale. Puoi aiutarlo a cercare il professionista giusto, puoi offrirti di fissare per lui il primo appuntamento e puoi accompagnarlo al primo incontro. Tutto ciò gli consentirà di sentirsi sostenuto e lo aiuterà a superare la caratteristica inattività e la sensazione di impotenza.

Parla con il tuo caro della depressione, prova ad avere una comunicazione aperta ed onesta. Aspetta il momento giusto in cui affrontare l’argomento, e presta attenzione anche al luogo in cui avviene la conversazione in modo da non essere disturbati. Ascolta con attenzione e disponibilità. Esprimere i propri sentimenti, paure e pensieri più intimi può non essere facile, dunque ricorda di non forzarlo troppo e di rispettare i suoi tempi. Non interromperlo mentre parla e ascoltalo senza giudizi. Il dialogo lo aiuterà a sentirsi meglio ed a scoprire nuove prospettive. Rammenta alla persona che ami che la depressione è una patologia e in quanto tale può essere trattata. Chiedile in modo diretto quali sono le sue necessità e come puoi esserle di aiuto. Ringraziala per essersi confidata con te così da incoraggiarla.

Evita di minimizzare la situazione, la persona si sentirà non compresa e potrebbe aumentare la sensazione di isolamento, oltreché il senso di colpa e la frustrazione provata.

Sii paziente. Ricorda che la persona a te cara sta vivendo un periodo complesso e di forte vulnerabilità.

Sii presente. Fa capire alla persona amata che può contare sulla tua presenza. Dimostrati disponibile ed interessato. Nei casi più gravi può essere di aiuto provvedere ad alcune esigenze legate alla vita quotidiana, come fare alcune commissioni, aiutarlo per l’igiene personale, l’abbigliamento, l’alimentazione. Nel caso in cui stia seguendo un percorso di cura, aiutalo a seguire le indicazioni del terapeuta ed a mantenere regolarità nel trattamento.

Incoraggialo. Aiuta il tuo familiare o amico a vedere le sue potenzialità per favorire il superamento della sensazione di inutilità. Ricordagli che quello che sta vivendo è uno stato momentaneo per aiutarlo a superare la sensazione di impotenza. Aiuta la persona a riconoscere i suoi risultati, misurando i miglioramenti su base individuale. Ricordale che è necessario del tempo per ottenere dei miglioramenti.

Proponi alla persona qualche attività piacevole da svolgere insieme. Una passeggiata all’aria aperta ed a contatto con la natura sono ideali per favorire il rilassamento ed il miglioramento dello stato d’animo.

Incoraggialo a scoprire nuove passioni. Ricorda però di non esagerare, un’eccessiva insistenza può far aumentare il senso di colpa e di impotenza.

Ricorda che non puoi sostituirti ad un professionista della salute mentale, la depressione clinica è una patologia seria che richiede un trattamento specifico.

Ricorda che non puoi sostituirti alla persona a te cara. Esprimere comprensione e fornire sostegno non significa assumersi la responsabilità del cambiamento altrui. Puoi essere di aiuto e sostenerla ma non risolvere il problema al posto dell’altro.

Prenditi cura di te. Essere accanto ad una persona depressa può generare sentimenti di frustrazione, impotenza, rabbia, per questo è importante aver cura di se stessi. Presta sempre attenzione alle tue esigenze, dedica del tempo a te stesso ed al tuo benessere, fai qualcosa di stimolante. Chiedi anche tu aiuto e sostegno. Ricorda che per essere di aiuto al tuo caro è necessario prima di tutto mantenere alte le tue energie mentali e fisiche. 


superare la depressione


aiutare a superare la depressione

Leggi anche: La depressione

venerdì 31 marzo 2017

IL MALE OSCURO

il male oscuroLA DEPRESSIONE

La depressione è un disturbo dell’umore molto diffuso ed in costante aumento, si stima che nel mondo circa 340 milioni di persone ne soffrano.

Si caratterizza per la presenza di una profonda tristezza, per la perdita di interesse verso ciò che prima arrecava soddisfazione e piacere, per i ripetuti pensieri negativi circa se stessi, gli altri ed il futuro. La persona prova intensi sentimenti di colpa, svalutazione, impotenza, inutilità, sensazioni di vuoto, di fallimento e di assenza di speranza. Tende alla passività, alla mancanza di obiettivi, al ritiro sociale.

I sintomi si presentano per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno e portano ad un disagio che si esprime in diverse aree importanti della vita (lavorativa, sociale, eccetera).

Il termine depressione è entrato a far parte del linguaggio comune, ma è opportuno distinguere la depressione vera e propria dalla più moderata tristezza di cui ognuno può averne una transitoria esperienza.


SINTOMI

Il disturbo depressivo maggiore è uno stato di sofferenza psichica che può manifestarsi in maniera differente da persona a persona. Alcuni sintomi comuni sono:

  • Tristezza, angoscia, disperazione, impotenza, insoddisfazione, sensi di colpa, senso di vuoto, svalutazione
  • Irritabilità
  • Perdita di interesse per le attività prima preferite
  • Malesseri fisici, stanchezza, faticabilità, mancanza di energia
  • Variazioni dell’appetito (perdita o aumento di peso)
  • Disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia)
  • Difficoltà di concentrazione e memoria
  • Difficoltà nel prendere decisioni e nel risolvere i problemi
  • Agitazione o rallentamento motorio
  • Isolamento sociale
  • Calo del desiderio sessuale
  • Mancanza di cura di sé e dell’igiene personale
  • Mancanza di cura per l’ambiente in cui si vive
  • Diminuzione del livello di attività, apatia
  • Pensieri negativi ricorrenti su se stessi
  • Mancanza di speranza per il futuro
  • Pensieri ricorrenti di suicidio


CAUSE E FATTORI DI RISCHIO

Diversi sono i fattori che possono influire sullo sviluppo della depressione.

Fattori genetici, ovvero una predisposizione ereditaria alla depressione.

Tratti di personalità come la tendenza al pessimismo, la bassa autostima, la passività, la dipendenza dagli altri possono rendere vulnerabili alla depressione.

Eventi psicosociali stressanti legati alla propria storia di vita come ad esempio la morte di una persona cara, gravi conflitti familiari, cambiamenti nelle condizioni lavorative.

La depressione può presentarsi in associazione con altre patologie, sia psicologiche che organiche (es. diabete, cardiopatia, tumore, eccetera). In quest’ultimo caso il senso di sfiducia  ed impotenza può portare ad una scarsa collaborazione nella cura aggravando la situazione.


COSA ALIMENTA LA DEPRESSIONE

Gli elementi che favoriscono il mantenimento della depressione sono principalmente:

I pensieri negativi. La convinzione di essere inadeguati ed impotenti, la tendenza a prevedere difficoltà future, tornare continuamente su problemi del passato, considerare il mondo come un posto pericoloso può portare ad un processo ripetitivo di pensieri negativi ed a sviluppare una visione distorta della realtà.

L’inattività. Il disinteresse verso la routine quotidiana, l’assenza di obiettivi, la mancanza di programmi piacevoli aumenta il senso di impotenza, riduce la motivazione ed il piacere derivante dallo svolgimento di varie attività fonti di gratificazione.

La chiusura in se stessi. La solitudine accresce la sofferenza psichica ed allontana da una grande fonte di sostegno affettivo.


vincere la depressione
TRATTAMENTO

La terapia cognitivo comportamentale si è dimostrata molto efficace nel trattamento della depressione. Si propone di aiutare la persona a modificare lo stile relazionale orientato alla passività, a migliorare la produttività, a superare le difficoltà comunicative, a sviluppare strategie funzionali per risolvere i problemi, a favorire l’autostima. Aiuta, inoltre, la persona a prendere consapevolezza delle modalità di pensiero e dei comportamenti che alimentano il disturbo per acquisirne di più equilibrati.


affrontare la depressioneSUPERARE LA DEPRESSIONE

  • Rivolgiti ad uno psicoterapeuta per un sostegno psicologico

  • Comprendi le tue emozioni ed i tuoi pensieri

  • Sviluppa l’ottimismo

  • Sviluppa sane abitudini (corretta alimentazione, qualità del sonno, esercizio fisico, rilassamento, adeguata cura dell'aspetto fisico)

  • Ristabilisci i rapporti affettivi (famiglia, amici, partner, colleghi) e costruisci relazioni sane

  • Pianifica attività piacevoli e creative

  • Dedicati ad una nuova passione

  • Pratica uno sport

  • Svolgi attività all’ aria aperta ed a contatto con la natura

  • Dedicati al volontariato

  • Prenditi cura di un animale domestico



ATTENZIONE. La depressione può portare a sentirsi senza speranza ed a ricorrenti pensieri di farsi del male, in tal caso cerca immediatamente aiuto. Rivolgiti ai servizi di emergenza sanitaria, al tuo psicoterapeuta, al medico di tua fiducia, ai tuoi familiari.

lunedì 27 febbraio 2017

LO STRESS

gestire lo stress
UNA DEFINIZIONE
Il primo studioso a parlare di stress fu Hans Seyle che nel 1936 lo definisce una “risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso”.

In altre parole, si tratta di un insieme di reazioni fisiologiche, emotive, cognitive e comportamentali che si presentano quando una persona deve adattarsi ad una situazione.

Lo stress non è una condizione necessariamente negativa, bensì ha un carattere adattivo fondamentale per la sopravvivenza permettendo all’individuo di far fronte a nuove ed impegnative sollecitazioni.

Distinguiamo, difatti, tra eustress e distress.

L’eustress (stress positivo) deriva da una stimolazione adeguata che alimenta la capacità psicofisica di adattamento, la persona sente di poter controllare la situazione e risponde alle richieste dell’ambiente. È un’attivazione funzionale che consente di affrontare in modo costruttivo le difficoltà, di raggiungere gli obiettivi ed aumentare il proprio grado di soddisfazione (superamento di un esame).

Il distress (stress negativo) è legato ad una stimolazione troppo intensa o protratta nel tempo, la persona sperimenta una sensazione di mancanza di controllo sulla situazione e percepisce le richieste provenienti dall’ambiente come eccessive rispetto alle proprie risorse fisiche e psicologiche.

La risposta di stress può essere prodotta da eventi stressanti di varia natura, chiamati stressors: fattori fisici (sforzi muscolari, una malattia), fattori ambientali (assenza di un’abitazione adeguata, ambienti rumorosi), fattori sociali (difficoltà con amici, colleghi, familiari), fattori psicologici (conflitti interni). Eventi della vita spiacevoli (perdita di una persona cara, divorzio, licenziamento) o piacevoli (matrimonio, nascita di un figlio, un notevole successo personale, vacanze). Fattori acuti (incidente) o cronici (ambiente di lavoro ostile).

Un evento è stressante nella misura in cui è percepito come tale, uno stesso stressor può avere un significato differente in base alla persona. La personalità, la storia di vita, la percezione delle proprie risorse e capacità di far fronte all’evento, sono elementi cruciali nella valutazione personale. La durata temporale ed il susseguirsi di vari eventi potenzialmente stressanti sono altre caratteristiche incidenti.

SINTOMI
stressor
Lo stress cronico e persistente nel tempo può indebolire la naturale capacità di adattamento e di fronteggiamento della persona e minacciarne l’equilibrio psicofisico.

I sintomi legati allo stress posso essere fisici, emotivi, comportamentali e cognitivi: dolori diffusi, stanchezza, mal di testa, tensione al collo e alle spalle, dolore allo stomaco, agitazione, disturbi del sonno, variazioni dell’appetito, acufene, problemi sessuali, capogiri, difficoltà digestive, abuso di alcol e droghe , bruxismo, nervosismo, ansia, rabbia, stato di tensione, difficoltà nel prendere decisioni, difficoltà di concentrazione, perdita di memoria, tristezza, sensazione di impotenza. 

Diversi studi hanno inoltre dimostrato l’influenza dello stress cronico sul sistema immunitario, sul funzionamento cardiaco, sulla pressione, su patologie dermatologiche.


stop allo stressGESTIRE LO STRESS
La risposta allo stress richiede strategie flessibili e diversificate. 

Vediamone alcune.


  • Rifletti e cerca di comprendere le origini dello stress. Prova ad allontanarti, dove possibile, da situazioni eccessivamente stressanti o prova a modificarne alcuni aspetti in modo da renderle meno gravose.

  • Stabilisci degli obiettivi specifici e realistici in modo da non imporre richieste eccessive a te stesso e poter raggiungere le tue mete.

  • Sviluppa abilità di organizzazione per pianificare al meglio il tuo tempo. Non caricarti di troppi impegni e attribuisci una priorità alle incombenze da svolgere. Impara a delegare anche ad altri, svolgere da soli tutti i compiti può essere molto pesante. Impara a dire di no qualche volta.

  • Riconosci e modifica eventuali aspetti disfunzionali del tuo modo abituale di pensare. Presta attenzione alle tue convinzioni, ai tuoi pensieri, fai in modo che siano costruttivi. Parla a te stesso in modo positivo e propositivo.

  • Impara una tecnica di rilassamento in modo da raggiungere volontariamente uno stato di rilassamento psicofisico da contrapporre allo stato di tensione.

  • Circondati di persone positive, migliora le tue relazioni. Diverse ricerche hanno messo in evidenza che avere contatti sociali positivi aiuta a ridurre le difficoltà emotive in generale.

  • Abituati a riconoscere e valorizzare i risultati raggiunti e gli aspetti che apprezzi della tua vita.

  • Esprimi le tue sensazioni, condividi i tuoi pensieri. Comunica in modo aperto e rispettoso.

  • Ricorda che non è possibile controllare tutto (essere bloccati nel traffico, le azioni delle altre persone).

stress
  • Pratica uno sport in modo regolare. L’attività fisica consente di raggiungere diversi benefici come la diminuzione di uno stato di tensione, l’aumento della fiducia in se stessi e della sensazione di padronanza, ed un maggiore contatto con gli altri.

  • Segui un’alimentazione adeguata e presta attenzione alla qualità del tuo sonno per mantenere uno stato di benessere psicofisico.

  • Dedica del tempo a te stesso, svolgi attività interessanti e stimolanti per ripristinare le energie ed incrementare momenti positivi di vita.

  • Rifletti e ricorda le strategie che in passato hai già utilizzato con successo per gestire lo stress. Fai in modo di acquisire delle buone abitudini.