L'autostima indica la valutazione
della persona circa se stessa. Comprende la
profonda consapevolezza del proprio valore, la fiducia nelle proprie capacità,
la soddisfazione di sé.
L’autostima
influenza le relazioni, le capacità decisionali, la capacità di riuscire ad
individuare e raggiungere i propri obiettivi, la capacità di riuscire a
superare le difficoltà, ovvero il proprio equilibrio interiore ed il benessere
personale. L’autostima rappresenta,
dunque, una componente basilare della
persona.
Conseguenze
di una bassa autostima sono senso di inadeguatezza, scarsa fiducia nelle
proprie capacità, paure, ansia, insicurezza, difficoltà interpersonali, mancata
realizzazione delle proprie potenzialità, dipendenza dal giudizio altrui, atteggiamento
eccessivamente compiacente e passivo verso gli altri, depressione.
Una buona
autostima, invece, consente di sviluppare una considerazione corretta di se
stessi, delle proprie qualità e dei propri limiti, di stabilire buone
relazioni, di apprezzare gli altri, di affrontare meglio le difficoltà della
vita, di non dipendere dal giudizio altrui, di sviluppare le proprie
potenzialità, di non aver paura di sbagliare, di riconoscere i propri errori e
di lavorare per migliorarsi.
Una buona
stima di sé non va confusa con un’autostima eccessiva, quest’ultima infatti
porta con sé orgoglio, caparbietà, incapacità di riconoscere i propri errori,
presunzione, tendenza a sminuire gli altri, rapporti poco costruttivi con gli
altri.
È possibile sviluppare e migliorare
l’autostima. L’acquisizione di una sana stima di sé che consenta una visione
realista di se stessi, la valorizzazione delle proprie risorse personali, la
valutazione dei propri punti di forza e di debolezza, e di raggiungere la propria realizzazione
avviene attraverso un percorso che porta a lavorare su stili di
comunicazione inefficaci, timori e pensieri irrazionali.



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